Vorrei fare alcune considerazioni a caldo su quanto successo ieri a Berlusconi, ma soprattutto sui commenti che ne sono scaturiti.
Quello che è importante è tenere distinti i due livelli che invece, mi pare, vengano confusi.
L’esistenza di squilibrati che con gesti individuali attentano alle persone che rappresentano il potere è un fatto che si ripete nel tempo: pensiamo all’aggressione a Reagan nel 1981 (lui davvero miracolato, sopravvive ad un proiettile a pochi centimetri dal cuore!), ricordiamo il fallito attentato a Chirac del 2002, per parlare solo di quelli di epoca recente.
In nessuno di questi casi si parlò di attentato alla democrazia e alle istituzioni. Mai sono stati considerati prodromi di una guerra civile, né frutto di una esasperata critica del potere. Ovviamente in entrambi i paesi esisteva una opposizione politica, ma non si è certo pensato di attribuire alle posizioni della critica politica la responsabilità di questi gesti individuali.
L’altro livello è quello del tipo di scontro politico esistente in un paese: in questo periodo in Itala questo livello viene direttamente impostato da Berlusconi che lo porta sul terreno dello scontro e dell’attacco individuale: tutti sono contro di LUI, la sinistra marxista e retrograda, la magistratura, gli intellettuali, i giornali e in media in generale, i comici, perfino la scuola definita “potere forte e controllata dai comunisti” (sic!) ma ancora di più tirando in ballo una serie di fantasmi che portano il dibattito politico su un livello assolutamente irrazionale.
D’altronde Berlusconi non può fare altro in questo periodo: la crisi crea povertà e disoccupazione, i giovani non trovano lavoro, la mafia lo ricatta e lo minaccia con tira e molla pericolosi, incombono su di lui procedimenti giudiziari gravi, i rapporti con il vaticano scricchiolano negli ultimi tempi, la sua maggioranza è divisa e riottosa, la sua immagine pubblica di leader è fortemente incrinata e continua ad arricchirsi di episodi ridicoli e incredibili,
(http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/berlusconi-disegni/berlusconi-disegni.html ), la moglie lo ha attaccato e lo sta spennando, …….
L’unico livello a cui può ricorrere per fare fronte a tutto questo è il livello irrazionale, dell’idolatria della persona, dell’esasperazione della contrapposizione contro di lui da parte di tutti.
Come detto l’episodio della sua aggressione non è nuovo nel panorama delle azioni di squilibrati contro potenti: tuttavia è chiaro che persone di questo tipo sono sensibili proprio a quel particolare clima da lui stesso creato.
I suoi giornali oggi sostengono risposte da Berlusconi stesso suggerite: di fronte all’odio stiamo con LUI, adoriamolo, amiamolo. Esecriamo il folle gesto scaturito dall’odio della sinistra, dei giudici, dei contestatori, dei dissidenti, …… il che ci riporta esattamente sullo stesso terreno voluto da Berlusconi!
Guardiamo alle cose con occhio razionale: mezz’ora prima di essere aggredito Berlusconi aveva reagito ad un gruppo di giovani che lo fischiavano chiamandolo “buffone” con queste parole “Queste cose che voi state facendo noi non le faremmo mai: per questo dobbiamo contrapporci a voi. Noi siamo gente con spirito liberale e voi invece vorreste trasformare l’Italia in una piazza urlante, che inveisce, che insulta, che condanna” Chiudendo con un tonante “vergogna!, vergogna!, vergogna!” che aveva già usato a settembre contro l’opposizione.
E’ sotto gli occhi di tutti il ribaltamento della impostazione dello scontro politico: lo scontro non è sul fatto che l’opposizione vuole cose non giuste o vuole contrapporsi a cose che giuste propugnate dal governo. No, dobbiamo contrapporci all’opposizione perché ci attacca.
In realtà non dovremmo dare troopo peso al gesto di uno squilibrato, che invece terrà banco mediaticamente per molto tempo.
Dovremmo invece renderci conto che attraverso una cortina fumogena di atteggiamenti personalistici e irrazionali, per uscire dalle sue difficoltà personali, l’attacco di Berlusconi è eversivo ed è direttamente al cuore della nostra democrazia e delle istituzioni. Ecco le parole di Silvio al congresso del PPE a Bonn.
“La sovranità in Italia è passata dal Parlamento al partito dei giudici”. E ancora: “In Italia succede un fatto particolare: la sovranità, dice
Il presidente della Repubblica esprime ”profondo rammarico e preoccupazione“ per il discorso di Berlusconi e attraverso una nota ufficiale parla di ”violento attacco contro le fondamentali istituzioni di garanzia“, ovvero
Il matto più pericoloso non è Tartaglia, è Berlusconi
Tanto ci sfracasseranno poco le scatole con questa storia.
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